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Maledetto microclima artificiale tecnocratico

Maledetto microclima artificiale tecnocratico

I primi caldi e un bimbo nato da due decine di mesi mi fanno venire in mente quando ero piccolo io, d’estate.

Quando ero piccolo io d’estate c’era un via vicino a dove abitavo dove la sera le persone uscivano di casa, piazzavano la loro sedia davanti all’uscio e se ne stavano a paralare e a prendere del fresco. Porte e finestre delle case erano occhi e bocche spalancati ad aspirare avidamente la frescura della sera.

Oggi d’estate come d’inverno siamo murati vivi nella nostra casa, immersi in venti gradi condizionati da macchine ronzanti che buttano dentro il fresco e sputano fuori il caldo.

Cammino oggi per la stessa via, deserta e ronzante. Vetri chiusi tapparelle abbassate e megaschermo acceso perchè fuori c’è un’afa che non si respira. Non ci adattiamo più alla natura, meglio separarsene nel nostro microclima artificiale tecnocratico.

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