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	<title>Paolo Ceredi - Ingegnere e Architetto - Cesena</title>
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	<description>Studio di Ingegneria e Architettura. Innovazione, tecnologia e creatività con attenzione all&#039;ambiente, nel settore dell&#039;edilizia</description>
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		<title>Il somaro e il padrone</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 16:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sento dire spesso da colleghi più navigati di me: &#8220;Io lego il somaro dove vuole il padrone&#8221;. Frase autoassolutoria che indica la totale sottomissione dell&#8217;ingegnere o architetto al committente e alle sue disposizioni in merito al progetto di turno. A me questa cosa suona male ma non so ribattere. Allora vado in aiuto dei codici &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sento dire spesso da colleghi più navigati di me: &#8220;Io lego il somaro dove vuole il padrone&#8221;. Frase autoassolutoria che indica la totale sottomissione dell&#8217;ingegnere o architetto al committente e alle sue disposizioni in merito al progetto di turno. A me questa cosa suona male ma non so ribattere. Allora vado in aiuto dei codici deontologici della professione e leggo questo:</p>
<blockquote><p>Per poter svolgere al meglio il suo compito, l’Architetto ha il dovere di conservare la propria autonomia di giudizio e di difenderla da condizionamenti esterni di qualunque natura. Con la sua firma, dichiara e rivendica la responsabilità, intellettuale e tecnica, della prestazione espressa</p></blockquote>
<p>Poi mi arriva per email un vademecum sulla recente riforma delle professioni che ribadisce:</p>
<blockquote><p>La legge afferma che &#8220;l&#8217;accesso alla professione di Architetto è libero e il suo esercizio è fondato e formato sull&#8217;autonomia e sull&#8217;indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista&#8221;</p></blockquote>
<p>Allora mi rimbalzano nei pensieri il somaro, il padrone, l&#8217;autonomia, l&#8217;indipendenza e come è difficile conciliare tutte queste cose. Forse il padrone a cui rendere conto non è solo il Committente ma qualcosa di più complesso come il paesaggio, il patrimonio storico, l&#8217;interesse pubblico, la Costituzione, la società.</p>
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		<title>il vetro nel posto sbagliato</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non capisco come mai c&#8217;è questa specie di moda di progettare i vani scala dei condomini come enormi serre solari con vetrate sterminate e ipertecnologiche che inondano di luce un luogo di passaggio la cui luce nessuno mai apprezza poichè nessuno mai vi sosta. E i poveri appartamentini con  le loro finestrelle 150&#215;150 si abbarbicano &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco come mai c&#8217;è questa specie di moda di progettare i vani scala dei condomini come enormi serre solari con vetrate sterminate e ipertecnologiche che inondano di luce un luogo di passaggio la cui luce nessuno mai apprezza poichè nessuno mai vi sosta. E i poveri appartamentini con  le loro finestrelle 150&#215;150 si abbarbicano attorno al vetratone condominiale, lo invidiano perchè dentro di loro la luce entra dosata al contagocce, q.b., quanto basta per rispettare il famigerato r.i. Io dico che è un controsenso.</p>
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		<title>2012</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi regalano un calendario del 2012 di una gommaria locale che ritrae mese per mese, alcune auto d&#8217;epoca con sullo sfondo la Cesena di quegli anni. Mi colpisce il mese di Gennaio dove è riportata una foto degli anni 60 della piazza del Popolo verso viale Mazzoni: un tappeto di automobili, autocarri, pullmini, parcheggiati a &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paoloceredi.net/home/2012/01/05/2012/piazzapopolo-2/" rel="attachment wp-att-809"><img class="aligncenter size-medium wp-image-809" title="piazzapopolo" src="http://www.paoloceredi.net/wp-content/uploads/2012/01/piazzapopolo1-300x197.jpg" alt="" width="372" height="244" /></a>Mi regalano un calendario del 2012 di una gommaria locale che ritrae mese per mese, alcune auto d&#8217;epoca con sullo sfondo la Cesena di quegli anni. Mi colpisce il mese di Gennaio dove è riportata una foto degli anni 60 della piazza del Popolo verso viale Mazzoni: un tappeto di automobili, autocarri, pullmini, parcheggiati a perdita d&#8217;occhio. Ecco da dove veniamo, dal boom economico che ha dato all&#8217;automobile il libero accesso alla città tanto da trasformare la &#8220;piazza&#8221;, spazio di raccolta delle persone, in &#8220;parcheggio&#8221; spazio di raccolta delle automobili.</p>
<p>Oggi a guardarla questa immagine sembra  impensabile, surreale,  quasi fa sorridere nella sua follia. Come dovrebbero far sorridere oggi quei commercianti impauriti che &#8220;lottano&#8221; contro le scelte del Comune di allontanare sempre di più il traffico dal centro e restituire la città alle persone, come un tempo è stato.</p>
<p>Ecco allora che trovo da qualche parte una foto della piazza del Popolo negli anni venti: un bel lastricato di sassi,  tre piccole carrozze in primo piano che trottano pigramente e ovunque persone che passeggiano, si fermano e si raccolgono a parlare. Penso che in realtà è da qui che veniamo veramente.</p>
<p><a href="http://www.paoloceredi.net/home/2012/01/05/2012/cs_fcp_068/" rel="attachment wp-att-811"><img class="aligncenter size-medium wp-image-811" title="cs_fcp_068" src="http://www.paoloceredi.net/wp-content/uploads/2012/01/cs_fcp_068-300x223.jpg" alt="" width="366" height="272" /></a></p>
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		<title>manutenere</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 08:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Erri De Luca: &#8220;Bello il verbo che va insieme alla promessa: mantenere. Tenere per mano.&#8221; Estendo il ragionamento dello scrittore dal rapporto persona-persona (mantenere una promessa) al rapporto persona-cosa o meglio &#8220;casa&#8221; e l&#8217;etimologia diventa ancora più esplicita: manutenere. Si dice di un bene immobile: manutenzione qualitativa, ordinaria e addirittura straordinaria che deve essere &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Erri De Luca: &#8220;Bello il verbo che va insieme alla promessa: mantenere. Tenere per mano.&#8221; Estendo il ragionamento dello scrittore dal rapporto persona-persona (mantenere una promessa) al rapporto persona-cosa o meglio &#8220;casa&#8221; e l&#8217;etimologia diventa ancora più esplicita: manutenere. Si dice di un bene immobile: manutenzione qualitativa, ordinaria e addirittura straordinaria che deve essere proprio un <em>manu-tenere</em>, un tenere per mano ancora più amorevole quanto impellente verso la cosa o meglio la casa. Ancora sulle cure amorevoli degli oggetti scrive Carlo Petrini: &#8220;Chi ama qualcosa ne ha cura, lo custodisce, lo alimenta ne immagina il futuro e cerca di prevenire ogni danno all&#8217;oggetto del proprio affetto. La conoscenza prepara all&#8217;amore e solo l&#8217;amore garantisce la cura&#8221;.</p>
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		<title>è suolo sacro</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 08:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo completato da pochi mesi il sagrato della chiesa di Santa Cristina a Cesena. E&#8217; una piccola striscia  di sassi che ruba i metri all&#8217;asfalto del marciapiede. Cosicchè al piede del passante questo d&#8217;improvviso si interrompe e comincia una scabra pavimentazione in ciotoli di fiume posti a coltello. Il passo si fa d&#8217;un tratto difficoltoso, &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo completato da pochi mesi il sagrato della chiesa di Santa Cristina a Cesena. E&#8217; una piccola striscia  di sassi che ruba i metri all&#8217;asfalto del marciapiede. Cosicchè al piede del passante questo d&#8217;improvviso si interrompe e comincia una scabra pavimentazione in ciotoli di fiume posti a coltello. Il passo si fa d&#8217;un tratto difficoltoso, il rilievo pronunciato dei  sassi deforma la suola della scarpa. Il passante che cammina distratto, è di colpo interdetto, lo sguardo prima altrove cade ora sulle scarpe, bada a dove mette i piedi, s&#8217;accorge di calpestare un suolo diverso. E&#8217; il sagrato, è spazio <em>sacratus</em>, consacrato. E&#8217; suolo sacro.</p>
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		<title>L&#8217;importanza della veste</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 14:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Matteo 22,1-14&#8230;.&#8221;Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l&#8217;abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz&#8217;abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti&#8221; Dalla lettura di &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo 22,1-14&#8230;.&#8221;Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l&#8217;abito nuziale,<br />
gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz&#8217;abito nuziale? Ed egli ammutolì.<br />
Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti&#8221;</p>
<p>Dalla lettura di domenica 9 ottobre e da una bella omelia imparo che la veste nella Bibbia è importante tanto che un commensale mal vestito viene cacciato da un banchetto nuziale nel buio della notte;&#8221; la veste della festa&#8221;, quella migliore, sobria e pulita è un concetto che mi piace pensare anche in architettura ed in particolare in quella residenziale. Non è vuota esibizione formale ma è essa stessa parte della sostanza di un oggetto archiettonico.</p>
<p>Mi rammarico quando progetto e vedo progettate case dove la funzione annienta la forma, dove la distribuzione interna soggioga i prospetti. Tutto si sacrifica pur di avere un ripostiglio in più, un corridoio meno largo, due tre quattro camerette, un tinello,la finestra un po più qua e lo spazio si sminuzza come in uno spezzatino disordinato. E i poveri prospetti, il vestito della casa, sono la risulta sgarruppata di una pianta dominante. Non dico di ritornare all&#8217;architettura di facciata del palazzo rinascimentale ma a una veste sobria e pulita&#8230;..&#8221;la veste della festa&#8221;</p>
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		<title>i soldi sono sempre di meno</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 07:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sembra che vada tutto sempre peggio. Mi sembra che i soldi per fare le&#8221;cose pubbliche&#8221; siano sempre di meno, sempre di piu i tagli: alla scuola, alla cultura, alla sanità, a tutti i servizi che fanno uno stato e i suoi cittadini. Ripercorro questa decadenza nella perdita di decoro dell&#8217;ediliizia pubblica tutta. Guardo alle &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che vada tutto sempre peggio. Mi sembra che i soldi per fare le&#8221;cose pubbliche&#8221; siano sempre di meno, sempre di piu i tagli: alla scuola, alla cultura, alla sanità, a tutti i servizi che fanno uno stato e i suoi cittadini. Ripercorro questa decadenza nella perdita di decoro dell&#8217;ediliizia pubblica tutta. Guardo alle cabine elettriche di cinquant&#8217;anni fa, piccole torri di mattoni a vista con basamento, nervature nel fusto e tetto modanato. Guardo le cabine di oggi, tristi scatolette di cemento prefabbricato con porte di lamiera liscia e grigliati ad aletta. Guardo le strade piene di buchi e le case cantoniere abbandoate, le finestre murate e il rosso dell&#8217;intonaco che si scioglie al tempo: lì una volta c&#8217;era un uomo per ogni casa, una casa per ogni strada, i guardiani dell&#8217;asfalto. Infine guardo alla terra sempre meno coltivata; una volta per la paglia si costruivano fienili belli come dei templi greci, colonne in mattoni con zoccolo e capitello sostengono magnifiche capriate di legno. Oggi sembra che ci serva meno fieno e quello che c&#8217;è sta sotto capannoni di cemento prefabbricato. Oggi nei fienili di ieri si vive, si recuperano e diventano abitazioni di grande fascino. Eppure oggi siamo tutti piu ricchi di ieri, eppure ieri alla paglia si cotruiva non un riparo ma una casa. Sembra che lo stato sia sempre piu povero e noi piu ricchi e piu pigri</p>
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		<title>Rondò</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 17:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rifletto su cosa sta diventando l&#8217;urbanistica oggi, i piani del traffico, i nuovi tracciati della viabilità urbana. Le vie consolari lastricate dai romani, le strade di posta rinascimentali, i riassetti dei genieri napoleonici&#8230;rettifili perfettamente diritti che tagliano la centuria a collegare due punti A e B nella più semplice delle forme, la linea. Ogg si &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rifletto su cosa sta diventando l&#8217;urbanistica oggi, i piani del traffico, i nuovi tracciati della viabilità urbana. Le vie consolari lastricate dai romani, le strade di posta rinascimentali, i riassetti dei genieri napoleonici&#8230;rettifili perfettamente diritti che tagliano la centuria a collegare due punti A e B nella più semplice delle forme, la linea. Ogg si deformano, ritorcono, si rigonfiano di bolle che chiamano rondò, pustole che deturpano la retta in una infinita serie di parentesi&#8230;e poi bretelle, secanti, bypass, tracciati fantasma che nascono a fianco delle direttrici storiche, piu larghi piu veloci, piu lontani, nati per andare da A a C saltando B&#8230;. Siamo troppi e vogliamo andare tutti troppo veloce.</p>
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		<title>parole e pensieri</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 14:33:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Cercando le parole si trovano i pensieri&#8221; l&#8217;ho letta da qualche parte e non mi ricordo chi l&#8217;ha scritta però, in effetti, è vero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cercando le parole si trovano i pensieri&#8221; l&#8217;ho letta da qualche parte e non mi ricordo chi l&#8217;ha scritta però, in effetti, è vero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>chiesa nuovo spazio sacro</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 14:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi piacerebbe un mondo dove le chiese siano spazi dell&#8217;anima, luoghi dove allenare lo spirito, studiarlo, guardarsi dentro. Come le palestre preparano il fisico per qualsiasi sport, così in futuro, sparse per la città saranno le chiese senza religione, di tutte le religioni&#8230;spazi dove allenare l&#8217;anima ad affrontare le cose del mondo. Le &#8220;nuove&#8221; chiese &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe un mondo dove le chiese siano spazi dell&#8217;anima, luoghi dove allenare lo spirito, studiarlo, guardarsi dentro. Come le palestre preparano il fisico per qualsiasi sport, così in futuro, sparse per la città saranno le chiese senza religione, di tutte le religioni&#8230;spazi dove allenare l&#8217;anima ad affrontare le cose del mondo. Le &#8220;nuove&#8221; chiese non dovrebbero contenere oggetti di valore, decori, arte in genere. Devono avere la forza con il loro spazio nudo di dare un&#8217;immagine a Dio, di mettersi in contatto con lui</p>
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